Dettagli

SQUISITI CADAVERI
Mostra di collage fotografici
di BENEDETTA MONTINI

a cura di
Lisa Calabrese
Mariachiara Simonetti

Lo squisito cadavere o “cadavre exquis” è un gioco collettivo surrealista, realizzato per la prima volta nel 1925, a Parigi. Consiste nel far comporre una frase da più persone o un immagine, un collage un assemblaggio casuale.
Il nome del gioco deriva dalla prima frase poetica che fu ottenuta casualmente : le cadavre exquis boira le vin nouveau («il cadavere squisito berrà il vino nuovo»). Lo stesso sistema fu adattato al disegno, alla fotografia, al collage.
Il gioco si inserisce nell’ambito dell’automatismo surrealista e della casuale associazione degli elementi, nella quale tuttavia sembra manifestarsi una sotterranea comunicazione fra i partecipanti. Tra i piu noti partecipanti si parla di collaborazioni di A. Breton, V. Brauner, J. Hérold, Y. Tanguy, Man Ray, Picasso.

Il lavoro di Benedetta Montini propone un viaggio attraverso la tecnica dello “squisito cadavere” con cui vengono realizzate opere uniche irripetibili. Collage fotografico dalla forza proustiana della “madaleine” che riporta indietro nel tempo ad un luogo non precisato della memoria soggettiva e collettiva: un “atlante Mnemosyne” alla Aby Warburgh dove immagini incongrue e incongruenti si incontrano.
L’ “atlante Mnemosyne” di Aby Warbourgh è una sorta di gigantesco condensatore in cui si raccolgono tutte le correnti energetiche che hanno animato e ancora animano la memoria dell’Europa.
Obiettivo dell’Atlante è illustrare i meccanismi di tradizione di temi e figure di antichità – orientale e greco-romana – all’attualità. Una gamma d’eccitazione emozionale (l’aggressione, la difesa, il sacrificio, il lutto, la malinconia, l’estasi, il trionfo, etc.). Il caso. L’agglomerato la fa da padrone in queste scelte incongruenti, incoerenti anomale disgiunte, inedite. Per questo parliamo di opere uniche, fotografie vintage e nulla che avrebbe potuto mai incontrarsi se non per mano dell’ artista.

► Website:http://www.benedettamontini.it/

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►LUOGO EVENTO: https://www.facebook.com/ArtasylumFERMO/
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INAUGURAZIONE
venerdi 15 marzo ore 19

con
ĀTMAN SOUND PROJECT
improvvisazione radicale

di & con
LEONARDO VITTORIO ARENA (iPad-live electronics)
e
RAFFAELE CATÀ (basso elettrico)

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BREVE DESCRIZIONE DEL PROGETTO
Ātman Sound Project è un progetto musicale di improvvisazione radicale fondato da Leonardo Vittorio Arena (iPad-live electronics) e da Raffaele Catà (basso elettrico) nel giugno del 2014. Il progetto è concepito come una free form, una forma aperta ad accogliere contributi esterni di altri musicisti – o non musicisti – che possono essere di volta in volta coinvolti nella performance, tramite il suono e/o l’ascolto ed eventualmente anche tramite altre tipologie di espressione (arti visive, body art ecc…).
La filosofia da cui nasce e trae vita tale progetto è quella del nonsense, del nudo accadere, che nella sintesi musicale qui trovata si esprime attraverso il nonsuono, ovverosia non la trama creata dalle note ma l’ordito da cui sorgono le note stesse assieme al loro silenzio. Tale modalità espressiva consente lo spontaneo fluire dell’evento musicale senza che intervenga il pensiero di una forma fissa (intesa come premeditata forma armonica, melodica, ritmica, improvvisativa) ad ingabbiarne la spinta autogenerativa.

INDICAZIONI BIOGRAFICHE
Leonardo V. Arena (Ripatransone, 1953) è un filosofo, orientalista, storico delle religioni e saggista italiano. Insegna “Religioni e filosofie dell’Asia orientale” e “Storia della filosofia moderna e contemporanea” presso l’Università di Urbino. Filosofo e studioso della “cultura orientale”, del Buddhismo Zen, del Sufismo e del Taoismo, argomenti cui ha dedicato una vasta produzione saggistica per importanti editori italiani, quali: Mondadori, Rizzoli, Piemme, Mimesis. È anche autore di romanzi sui medesimi temi. Tra i titoli della sua ampia produzione: La durata infinita del nonsuono (Mimesis), Il tao del nonsuono, ebook (Amazon), Nonsense o il senso della vita, ebook (Amazon). Insegna tecniche di meditazione tratte da pratiche buddhiste e sufi.
Raffaele Catà (Fermo, 1983) si è laureato in Filosofia e in Scienze Filosofiche presso l’università di Bologna, con due tesi dedicate alle figure di F. Hölderlin e di J. Krishnamurti. È insegnante di filosofia presso il Liceo paritario L. Da Vinci di Fermo.

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